Ventisei anni da “clandestino” nel nostro paese.

Sunjay Gookooluk, cittadino delle isole Mauritius, ha vissuto la strada, il lavoro irregolare, il carcere. Ha iniziato a scrivere a Rebibbia, vincendo concorsi letterari e ottenendo un diploma di ragioniere e artigiano mosaicista. Recluso per ben due volte nel CPR (ex-CIE) di Ponte Galeria (Roma), è riuscito a tenere un diario nascondendo fogli, quaderni e penne. Questo libro raccoglie i suoi scritti, presentando per la prima volta al pubblico un’opera letteraria prodotta da dentro l’inferno della detenzione amministrativa italiana.
Finalmente, dopo diversi anni di lavoro, siamo riuscitɜ ad ultimare il lavoro editoriale degli scritti di Sunjay Gookooluk. Siamo contentissimɜ che la casa editrice Sensibili alle Foglie abbia deciso di pubblicare “Il libro che non C.I.E. Racconto dall’inferno di un centro di detenzione amministrativa italiano”. Ora però abbiamo bisogno di un aiuto economico per coprire i costi di pubblicazione.
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