Mestre: presidio contro la transfobia e gli abusi in divisa

Mestre: presidio contro la transfobia e gli abusi in divisa

Abbiamo ricevuto la notizia che una donna trans è stata stuprata da un agente di polizia ancora a dicembre 2025, dopo essere stata fermata insieme a una sua compagna mentre rubavano dei vestiti in un centro commerciale. L’agente avrebbe promesso alle due donne protezione legale in cambio della loro disponibilità sessuale. Il loro rifiuto, ovviamente, non è valso nulla di fronte al potere che un agente di polizia esercitava su di loro anche solo indossando la divisa: l’agente ha violentato una delle due donne mentre lei era in bagno.
Come al solito la narrazione che si vuole fare è di un caso isolato, ma la stessa funzione sociale della polizia, insieme ai vari abusi – denunciati e non – degli ultimi anni, smentiscono la visione della “mela marcia”. E infatti le conseguenze legali per gli aggressori, o la falsa parvenza della prevenzione, si presentano solo a cose fatte, nella forma di arresti e licenziamenti. Nel frattempo, le divisioni di genere, classe e “razza” normalizzano questi abusi: due donne trans, razzializzate e povere sono e saranno sempre in una posizione di vulnerabilità personale, legale e burocratica imposta dalla violenza delle frontiere, dalla discriminazione transfobica e dalle imposizioni patriarcali.
Il silenzio dei giornali e della cittadinanza non ci sorprende, ma comunque ci disgusta. Solo il mese scorso, a Mestre, una ragazza trans e le amiche che erano con lei sono state aggredite e picchiate nel parcheggio di una discoteca da un branco di 30 uomini. A parte qualche misero articolo sull’accaduto, la risposta dell’amministrazione cittadina è stata di dare la colpa all’alcol e la risposta della città è stata assente.
Ma per quanto la società di classe e il patriarcato cerchino di rendere questo silenzio la norma, la nostra chiamata va a tutte le realtà che hanno intenzione di romperlo. Ci vedremo lì.

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