Intervista a Pasquale:

In questo luogo, dove ho trascorso due terzi della mia vita, mi rimane solo il passato su cui poggiare i miei ricordi, e per addolcire i momenti amari, l’unico modo i ricordi belli di quando ero libero. Il ricordo diventa come un sogno essendo che sono trascorsi tanti anni. Gli eventi sono quelli in cui stavo seppellendo la mia esistenza, ma non me ne rendevo conto, perché il delirio di onnipotenza della gioventù rende ciechi e sordi.

Ricordo tutto del mondo che ho lasciato fuori, certe volte sento gli odori della cucina di mia madre. Queste emozioni ti fanno soffrire di più della galera, perché ti rende palpabile quello che hai lasciato.

Sono detenuto dal 1983, la motivazione è semplice, sono uno di quei ragazzi sacrificati sull’altare del colonialismo interno di questo paese, come ce ne sono ogni anno. Nelle carceri il 70-80% dei reclusi italiani sono meridionali. L’ignoranza e la lotta per affrancarsi dalla povertà con i soli mezzi disponibili – la violenza- mi hanno portato in questo abisso.

Quando è prevista la mia scarcerazione? Mai, oppure nel 9999 come scrivono nei documenti. Sono un ergastolano.

In questo momento sono da 27 anni nel regime AS-1. Fino al 2006 si chiamava E.I.V. (Elevato Indice di Vigilanza). Nel 2006 in base a una sentenza della Cedu (Corte europea dei diritti dell’uomo), per non dare spiegazioni, il ministro della giustizia dell’epoca Angelino Alfano si inventò AS-1; AS-2; AS-3. Gli AS-1 sono quelli a cui viene revocato il regime di tortura del 41 bis. Gli AS-2 sono i reclusi per reati politici di destra, sinistra, anarchici e islamici. Gli AS-3 sono i reclusi che hanno l’aggravante del 4 bis sui loro reati.

Quali regimi detentivi ho affrontato ad oggi? Tutti. Dai comuni – media sicurezza; AS alta sicurezza; AS-1; 41 bis.

Sono stato in tanti carceri, da nord a sud e sulle isole, mi hanno fatto fare il tour turistico penitenziario. Il sistema penitenziario italiano è l’istituzione più illegale del paese, hanno legalizzato l’illegalità, nessun controllo pertanto il mercimonio è legale. L’istituzione che dovrebbe insegnarci la legalità pratica l’illegalità alla luce del sole, sia con i soldi pubblici e sia con le imprese private che hanno ampia libertà, ma principalmente non applicano le leggi, i regolamenti e le circolari ministeriali.

Quali sono stati gli eventi più duri che ho affrontato in carcere? La mia prima volta da maggiorenne nelle segrete medievali del castello di Lucrezia Borgia di Spoleto (PG) adibito a carcere. Erano celle di isolamento a vari metri sotto terra, senza finestre, senza gabinetto e né acqua corrente, luce accesa 24 ore al giorno, pavimento di terra battuta, i muri pieni di sangue e feci. Stavo facendo il militare e mi arrestarono per resistenza alla forza pubblica. Un’esperienza molto dura. Poi il regime di tortura del 41 bis nel 1992 all’Asinara (SS), ci ho scritto un libro affinché certe pagine buie dello Stato non cadessero nell’oblio. Il titolo del libro è: “Le Cayenne italiane”. Le torture al G7 del 2001 a Genova sono durate un settimana, qui sono durate anni, nella complicità generale delle istituzioni, la politica e i media.

Affrontarli non è semplice, ma tutto si impara, anche il coraggio per resistere.

Non ci sono episodi belli in carcere. Per episodi belli si possono classificare le persone che incontri. Ho avuto la fortuna di incontrare delle belle persone nel carcere di Parma, nonostante una direzione molto dura e cattiva. C’era un gruppo di volontari che mi hanno aiutato a vedere il mondo diversamente da come lo vedevo in modo errato, con quelli ancora in vita sono in contatto e mi seguono. Uno in particolare Gianfrancesco, ho instaurato un rapporto di amicizia, lo stimo molto e gli voglio bene. Ho conosciuto altre persone tramite corrispondenza, la più importante è Roberto, un professore in pensione dell’Università di Verona, da oltre quattro anni viene a trovarmi ogni volta che i suoi impegni lo portano in Sardegna, siamo diventati amici ed è diventato un punto di riferimento della mia vita. E spero lo saranno anche fuori se un giorno mi faranno uscire.

Non ho figli. Nel limite del possibile, mi sono vicini i miei fratelli e sorelle.

La mia passione è leggere e scrivere, anche se in questo momento gli studi universitari assorbono molto del tempo che potrei adoperare per leggere. Faccio un po’ di attività ginnica per tenermi in forma, il resto lo trascorro studiando, curando la mia corrispondenza e tenendomi aggiornato sul mondo che mi circonda, principalmente di politica nazionale e internazionale.

Non so se domani sarò libero e anche se lo sarò, non so se mi consentiranno di avere la libertà per realizzare almeno il progetto di vivere l’età della saggezza serenamente. Sognare è l’unico progetto che mi rimane. Avrei tanti progetti che vorrei realizzare, ma il tempo è tiranno e pone limiti razionali che fanno i conti con la mia età.

Il carcere rimarrà sempre dentro di me, purtroppo ci sono cresciuto, non potrei mai dimenticare, porterò tutto nella tomba. E’ umano, in qualsiasi luogo si è stati rinchiusi, non si potrà mai dimenticare. Basta chiederlo a chi è stato nei Gulag, nei campi di stermino tedeschi, nelle carceri israeliane e in qualsiasi carcere. Tutti i ricordi della mia gioventù fino ad oggi sono avvenuti in galera, come posso dimenticare?

Ho scritto due libri, uno sul 41 bis che consiglio di leggere e il secondo è autobiografico, così anche tu potrai apprendere della mia vita e le tue domande avranno risposte più ampie. Dal 2010 al 2022 ho avuto un diario online dove scrivevo qualcosa tutti i giorni, parlavo di tutto, non solo di carcere, pertanto se digiti il mio nome troverai il diario e tanti altri scritti.


De Feo Pasquale

Informazioni utili sui luoghi di reclusione italiani, con indirizzi ed elenchi completi.

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Chi si arricchisce dietro massacri, controllo sociale, distruzione dell’ambiente, sfruttamento e carcerizzazione delle nostre esistenze? Chi rende odioso il presente in cui viviamo?

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