Dal femminile di Rebibbia (ora trasferita a Cagliari-Uta), il 30 aprile 2026
Come ti chiami? Quando e dove sei nata?
Mi chiamo Dragomir Alina, nata l’11,11,1990 in Romania, sono 26 anni che sono in Italia.
Cosa ricordi della tua infanzia e del tuo passato? Quali sono gli eventi che hanno segnato di più la tua esistenza?
Ho solo un fratello più piccolo di me, lui è del 1994 con il quale quando eravamo più piccoli avevamo un buon rapporto. Non litigavamo quasi mai, non ci siamo mai messi le mani addosso neanche quando siamo cresciuti. Anche perché ci pensava mio padre a menarmi a suon di schiaffi e cinghiate. Quindi mio padre ha segnato tantissimo la mia infanzia, mi ha menata fino a 18 anni, poi non parlava molto, ricevevo regole assurde da lui. Come es: “alle 20:00 a casa sennò alle 20:05 so botte, ed erano botte quasi tutte le sere che ritornavo a casa. Mi aveva terrorizzato e ho versato litri di lacrime per lui! Niente parolacce dentro casa, non si parlava a tavola al cellulare, non potevo andare a dormire a casa della mia migliore amica la sera. Non ricevevo paghette, complimenti. Solo mi controllava il cellulare, me lo sequestrava, una volta per un mese, niente uscite con le amiche niente cellulare perché avevo fatto 30 minuti di ritardo quella sera. Che poi fu il giorno che io persi la verginità. Poi mi ha dato 6 mesi di punizione, io frequentavo il secondo anno del tecnico per il turismo. Quindi la mattina facevo sega a scuola per andare al centro con le amiche. Il pomeriggio non potevo uscire, no cellulare e mi ricordo che sono stata in punizione da marzo ad agosto. Mi bocciarono.
Cosa ricordi di più del mondo che hai lasciato fuori? Affetti, odori, rumori, emozioni, canzoni, …
– I miei due figli, un maschio ed una femmina.
– Il fatto di farmi una canna in compagnia guardando la luna piena.
– La musica che ascoltano tutti i giorni in un ghetto. Era della musica africana, nigeriana, che ascoltandola tutti i giorni mi piaceva. C’erano alcune fantastiche di canzoni.
– Un ragazzo, anzi due che mi hanno trattato in modo gentile e che mi hanno accolto nel loro mondo africano.
– Amo i profumi maschili e ci sono uomini che hanno un buon profumo di pelle.
– Il fatto di stare bene, senza pensieri… mi manca ridere. Sono anni ormai che non rido più.
Quali sono le motivazioni che ti hanno portato in carcere e da quando sei detenuta?
Furti, tentati furti negli UPIM, quindi abbigliamento, farmacia (per 2 creme da 83€) per bugie perché ho rubato io una magliettina e un paio di pantaloncini corti da bambina, lui un cappello. Usciti dalla UPIM c’erano 4 pattuglie della polizia. La donna che dichiarò il furto si inventò uno scontrino sul quale furbamente non so cosa abbia aggiunto arrivò a quasi 200€ di spesa. Mah, poi disse che eravamo entrati nei camerini e che avevamo furbamente tolto gli antitaccheggi…. Una cazzata assurda. Il ragazzo è deceduto in carcere, il motivo non lo saprò mai. Pace all’anima sua. Insomma avrei tante cose simili da raccontare, perché tante delle cose per le quali sono stata condannata 9 anni e 10 mesi di definitivo sono bugie. Cose inventate. Prima avevo un’avvocatessa. La cambiai per un uomo. Un avvocato mooooolto migliore di lei.
Quando è prevista la tua scarcerazione?
6.09.2030.
In che situazione carceraria ti trovi? In quale regime detentivo sei attualmente?
Adesso Uta La Maddalena Cagliari.
Quali regimi detentivi hai affrontato ad oggi?
Rebibbia casa circondariale femminile. E’ uno dei carceri femminili più grande d’Italia.
Sono sempre stata a Rebibbia. La prima volta entrai a settembre 2017. Mi feci 2 anni e 10 mesi. Poi 2 mesi dopo 9 mesi. Un anno dopo altri 10 mesi. Non essendo definitiva sono uscita finché adesso dopo 1 anno è arrivato ad ottobre 2025 ero al 8 mese di gravidanza. Mi fermarono dicendomi: “Abbiamo una notifica” poi mi hanno detto “chiunque ti avrebbe trovato carabinieri, polizia, finanza avrebbero dovuto portarmi per forza in carcere”. Mi lasciarono andare dopo 3 ore con la scusa che la polizia non riusciva a mandare delle notifiche. Stronzate. E’ una storia un po’ lunga questa. Poi ho partorito un mese dopo mi hanno portato subitoooo a Rebibbia. Lasciando fuori la mia bimba di 2 mesi.
In quali istituti penitenziari sei stata? Quale è stata la tua esperienza in ognuno o la maggior parte di essi? Che tipo di carcere hai incontrato?
Rebibbia grandissimo carcere, ma tante cose non andavano per nulla bene, c’erano ragazze, donne senza rispetto, si rubava, c’erano litigi tutti i giorni, le assistenti alcune neanche ti prendevano in considerazione, essendo un carcere vecchio era pieno di blatte, muffa, umidità. Le docce rotte senza la porta, le cucine inutilizzabili, ma questo era per colpa delle detenute che non avevano rispetto per le cose! Insomma è comunque un carcere, le attività e la scuola andavano bene, anche i lavori che potevi fare ed erano pagati bene.
Qui a Cagliari: 7:30 colazione, sono due piani che possono incontrarsi solo all’aria. C’è una sala cioè la socialità dove c’è un vecchio biliardino. I prezzi assurdi. Trooooppo piccolo per una come me alla quale piace la confusione, che le giornate passino in fretta facendo qualcosa.
Quali sono stati gli eventi più duri che hai dovuto affrontare in carcere? Come li hai affrontati?
Il fatto di non avere colloqui, soldi per 9 mesi campavo con 10€ del prete e l’aiuto dei volontari nel vestiario, e cose per l’igiene intima. Ho preso le botte da una donna molto più alta, grande e robusta di me. Mi ha dato dei calci nello stomaco che mi hanno fatto malissimo. Sono stata aggredita da 5 ragazze nella cella chiusa, volevano dimostrare che il territorio del 3° piano è il loro. Sono andata avanti, vado avanti a testa alta.
Quali invece gli episodi più belli?
Avevo conosciuto delle splendide donne, che adesso sono in libertà, che mi hanno rispettata, fatto ridere e abbiamo condiviso lacrime e sofferenze, giornate brutte, il covid insieme. Ho conosciuto delle ragazze carine, ho avuto una 1* ragazza bosniaca, ho passato i miei mesi, anni anche a ridere ma ho versato anche mooooltissime lacrime.
Hai figli, parenti o affetti che ti sono vicini?
No… la mia famiglia non mi parla da anni. No colloqui, lettere… nulla!
Hai delle passioni o attività che riesci, malgrado tutto, a portare avanti anche in carcere?
Studio 5° Liceo Artistico, faccio arte digitale, scrivo poesie, pensieri e disegno. Adesso leggo, scrivo, fumo sigarette -.-“
Mi manca un mese e avrei finito il 5° superiore del Liceo Artistico. Avrei preso ad ottobre un attestato in arte digitale. Mo’ ricominciare tutto da capooo!! (che palle)
Quali sono le tue aspettative pensando a quando sarai di nuovo libera? Hai dei progetti che vorresti realizzare?
Progetti? Sì ma sarebbe troppo lungo il discorso 🙂 Scriverei altre 10 pagine. Vorrei uscire al più presto da qui con i documenti, soldi, felice, magari in salute 🙂 e ritornare a Roma.
Calcolando che sono in Sardegna e per tornare a Roma o con l’aereo o con il traghetto per entrambi servono i documenti. Anche se mi mandassero in una comunità sarebbe meglio che stare qui in questa solitudine così lontana.
Cosa ti porterai dentro del carcere che lascerai? Cosa invece riuscirai a lasciarti alle spalle?
La mancanza di rispetto delle persone, che me lo ricorderò sempre. Alle spalle lascio il carcere con tutto quello che c’è dentro. Meglio la libertà! E’ una grande punizione anche il carcere.
C’è qualcosa che non ti abbiamo chiesto ma che vorresti raccontarci?
Grazie a voi. Penso di averlo scritto nelle 8 pagine con le quali ho iniziato.











