Perché scrivere a chi è recluso/a?
Il tempo può essere un castigo quando si viene privati della libertà di disporne a piacimento, quando lo Stato rinchiude qualcuno/a in una cella e lo priva dei suoi rapporti e si prende un pezzo della sua vita.
Può essere una prova molto dura, a maggior ragione quando ad affrontarla si è da soli/e. Ricevere solidarietà dall’esterno infonde una forza che può fare la differenza. Cominciare uno scambio di lettere può anche alleviare la solitudine della cella e fare sentire ad una persona che non è sola.
Che sia un telegramma, una cartolina o una lettera ogni contatto con l’esterno è una piccola breccia nell’isolamento a cui vorrebbero condannare i reclusi e le recluse. Oltre a queste considerazioni, c’è il fatto che intrattenere una corrispondenza con un recluso/a è spesso uno spunto di crescita personale e una bella esperienza. Scrivere a qualcuno/a dentro è un impegno che può sembrare da poco ma che una volta preso va mantenuto, quindi è meglio non sovraccaricarsi di lettere a cui rispondere se non si ha la certezza di mantenere nel tempo i contatti.
Cosa scrivere?
Può non essere semplice scrivere una lettera a qualcuno che non si conosce, in molti ci troviamo spesso davanti alla difficoltà di scrivere qualcosa che non sia banale o stupido di fronte alla situazione sicuramente grave di chi sta scontando un periodo di reclusione.
Tuttavia non bisogna dimenticare che chi è in carcere è una persona come noi e spesso la cosa più semplice da fare è iniziare presentandosi e spiegando i motivi che ci hanno spinto a scrivere. Se non si trovano le parole per scrivere, un disegno o una cartolina può essere comunque un modo per comunicare ciò che non si riesce a trasmettere a parole, oppure si può inviare un libro, però informandosi prima sulle regole che vigono in ogni carcere, ad esempio in alcuni non possono entrare le copertine rigide o i testi sottolineati.
Per permettere alla persona di risponderci è importante indicare il mittente sulla lettera. E’ anche buona norma mettere la data in cui la lettera è stata inviata. E’ un bel pensiero inoltre allegare un francobollo all’interno della busta, dato da specificare nella lettera in modo che nessuno prelevi il bollo senza che ci se ne accorga. Bisogna poi tenere conto che ciò che si scrive a chi sta in carcere viene con molta probabilità letto anche dalla polizia penitenziaria, quindi è meglio evitare di scrivere qualunque cosa che possa tramutarsi in un problema per se stessi, altri o per la persona a cui si scrive.
Perchè non riceviamo risposta?
A volte può capitare un ritardo nel ricevere risposta dalle persone a cui si è scritto e l’attesa può trasformarsi in delusione. I motivi possono essere tantissimi: da un disguido delle poste, alle guardie che trattengono le lettere, può essere anche che il detenuto in questione abbia molte lettere a cui rispondere e che ci vorrà del tempo prima di riuscire a rispondere a tutti. Oppure il destinatario della lettera si trova in un altro carcere per delle udienze processuali o sia in isolamento: potrà ricevere la propria posta una volta rientrato in cella.
I motivi possono essere molti e in ogni caso, essendo l’unica possibilità di contatto con l’esterno, è molto difficile che un detenuto o una detenuta lascino senza risposta una lettera ricevuta.











