Intervista a Luigi Loffredo:

Come ti chiami? Quando e dove sei nato/a?
Mi chiamo Loffredo Luigi, sono nato a Napoli il 09/07/1987.

Cosa ricordi della tua infanzia e del tuo passato? Quali sono gli eventi che hanno segnato di più la tua esistenza?
La mia infanzia e il mio passato sono indubbiamente segnate da un pre e post; c’è una data ovverosia 9 luglio (si esatto, il mio compleanno) del 2001. E’ il giorno dell’intervento alla schiena, scogliosi lombare a destra di ben 85 gradi. Il pre è stato un’immane sofferenza, fatta di busti, gessi; ho sofferto anche di bullismo a scuola, ragion di cui per l’estetica (mai cambiata, mai operato dalla chirurgia) mi sono sempre sentito complessato. Ciò nonostante ho avuto sempre il supporto di amici d’infanzia e ovviamente la mia amata famiglia che mi hanno insegnato valori, educazione e rispetto. Mai fatto parte di contesti (direi anche per fortuna, visto tutto quello che sento e ascolto durante la carcerazione) criminosi. Ed è proprio con tali che crescendo il mio post-intervento, è fatto di vita, tra lavoro, amicizie nuove, durature e belle, e anche delusioni d’amore; viaggi e l’aver vissuto per 7 anni in Umbria, a Perugia, dal 2013 al 2020 (anno in cui è iniziato il mio calvario) con intermezzo di 9 mesi a Milano. Sono eventi che mi hanno aiutato a crescere.

Cosa ricordi di più del mondo che hai lasciato fuori? Affetti, odori, rumori, emozioni, canzoni, …
Bhe direi amici, amiche, che mi aspettano quanto prima; gli odori e sapori dell’Umbria che per me resta una seconda casa; una donna che oggi mi ama e per le canzoni, fortunatamente le ascolto tutt’oggi tra radio e CD, ho le mie “3 D” del cuore: Dalla, de Gregori e de André, oltreché tutti gli altri grandi artisti italianicome Vasco e Zucchero; per la nuova (mica tanto nuova) generazione di fenomeni (come cantavano gli Stadio) mi piacciono molto Cremonini, Mengoli e Ultimo. Ma la mia canzone del cuore resta quella degli U2 “I still haven’t found what I’m looking for”.

Quali sono le motivazioni che ti hanno portato in carcere e da quando sei detenuto/a?
Tornando al principio di complessità e delusioni amorose, conobbi nell’ottobre 2014 una ragazza sui social, me ne innamorai perdutamente, io ero già a Perugia, lei invece è rumena ed allora viveva a Milano… Aveva il sogno della moda, della bella vita e per l’appunto viziatissima, ci vedevamo una volta al mese almeno per 7-10 giorni; io avevo un cuore buono e generosissimo, notai che nonostante il lavoro, i soldi non bastavano mai, e quindi per vendere un cellulare su Ebay, scoprii il trucco della moneta facile, inceppandomi psicologicamente nel mondo delle truffe, vendendo prodotti su vari portali, ricevendo soldi senza spedire niente a nessuno. Tutto questo per far felice lei tra affitto, regali, viaggi, lei diceva di amarmi, io ero contentissimo inconsciamente del pericolo, ma quando ebbi le prime condanne (tutto in contumacia), smisi, e lei non ricevendo più disponibilità economica… mi lasciò. Intanto le condanne arrivavano, si formò il primo cumulo e, il 2020. Dal 18 marzo 2020, inizia il mio calvario, un anno di domiciliari, poi con l’altro nuovo cumulo dal 21 aprile 2021 sono entrato dentro.

Quando è prevista la tua scarcerazione?
E’ prevista per il 20/04/2033, ma il 21 ottobre l’udienza per la continuazione di reato.

In che situazione carceraria ti trovi? In quale regime detentivo sei attualmente?
In situazione di definitivo, tra i comuni. Per fortuna mai stato un pericolo pubblico.

Quali regimi detentivi hai affrontato ad oggi?
Sempre tra i comuni, mai avuto regimi di carcere duro. ah, va detto che grazie alla prima “continuazione” ed all’abbassamento della pena dal 1 marzo 2025 al 5 gennaio 2026, sono stato in regime di semilibertà. Lavoravo in un bar a Portici (io sono di lì), tutto bello, tutto meravigliosamente bello, mi stavo piano piano riappropriando della mia vita, e invece, altra batosta poco prima di natale, lo scorso (che bel regalo) mi arriva un nuovo cumulo per le truffe del 2018… E quindi eccomi qui, da gennaio 2026 nuovamente dentro in attesa di nuova continuazione.

In quali istituti penitenziari sei stato/a? Quale è stata la tua esperienza in ognuno o la maggior parte di essi? Che tipo di carcere hai incontrato?
Dal 18 marzo al 25 marzo 2020, sono stato giusto sette giorni al carcere di Spoleto (vivevo lì) e vi dirò nonostante la botta traumatica, mi hanno accolto bene, poi appunto un anno di domiciliari, e il 21 aprile 2021 dentro, a Poggioreale, che non ha bisogno di presentazioni. Un inferno! Poi dal 15 ottobre 2023, per motivi di studio, sono a Secondigliano. Chiaramente carcere qui, carcere lì, carcere ovunque… Ma Secondigliano per le sue leggerezze, le aule universitarie, il teatro, i corsi, gli eventi, dà più aspetto di un college.

Quali sono stati gli eventi più duri che hai dovuto affrontare in carcere? Come li hai affrontati?
Aprile 2021, a Poggioreale, padiglione Firenze, stanza con ben 10 di noi… la mia primissima volta, l’inesperienza, ma lì mi denigrarono, mi bullizzarono, esperienza terribile; fortuna ci sono rimasto solo un mese.

Quali invece gli episodi più belli?
Gli spettacoli teatrali, sia con la nostra compagnia teatrale nata all’interno dell’istituto “Area 51” e sia con un’altra compagnia esterna chiamasi progetto “Bar-abba”. Poi i bei voti agli esami, e sono episodi belli anche quando un compagno esce o in permesso o in misura alternativa.

Hai figli, parenti o affetti che ti sono vicini?
Come dicevo, ho una ragazza che frequentavo nei tempi della semi-libertà, amiche, amici, e ovviamente la mia famiglia: mia madre e mio fratello, papà purtroppo nel 2020… ci ha lasciato. Sono tutti lì ad aspettarmi con fremito.

Hai delle passioni o attività che riesci, malgrado tutto, a portare avanti anche in carcere?
Sono iscritto al terzo anno di Scienze Gastronomiche Mediterranee della Federico II, e sono prossimo all’iscrizione del dipartimento di scienze sociali. In più come detto, sono primattore della nostra compagnia teatrale, e sono di “Bar-abba”, parte anche del gruppo teatrale. Amo la letteratura e la scrittura. Sono in procinto di scrivere due romanzi, scrivo qualche poesia qua e là in formato amatoriale. Vivo di musica e seguo logicamente lo sport (calcio su tutti).

Quali sono le tue aspettative pensando a quando sarai di nuovo libero/a? Hai dei progetti che vorresti realizzare?
Dovrei tornare al bar dove lavoravo in semilibertà, oppure mi auguro di avere un buon lavoro. Mi auguro di calcare i palcoscenici teatrali facendo l’attore. E mi auguro di essere un buon scrittore. Se le ultime due saranno viste come passioni che porterò avanti, la precedenza su tutto ovviamente saranno le due lauree con le rispettive specialistiche.

Cosa ti porterai dentro del carcere che lascerai? Cosa invece riuscirai a lasciarti alle spalle?
Le bellissime persone che ho conosciuto qui (Claudio compreso), con il carcere per le sue sofferenze acute, rende più forti, anche istruiti paradossalmente, e di certo, di quelli errori commessi in passato, sono errori che resteranno lì, e che mai più ricommetterò, e per amore di una donna (compresa l’ultima, anche fosse una monaca), conterò fino a cento.

C’è qualcosa che non ti abbiamo chiesto ma che vorresti raccontarci?
Credo di avervi detto tutto, sarei felicissimo di iniziare una bella, istruita serie di epistolari con voi, magari dandomi una mano a trovare materiale su Charles Darwin (occhio libri non grandi, piccoli giusto il piego libri, altrimenti tornano indietro), anche perché il secondo romanzo che sto abbozzando è sulla sua storia. E non vedo l’ora di farvi leggere tutto.

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