Abbiamo scritto ad alcuni detenuti e detenute proponendo un’intervista cartacea con l’obiettivo di far emergere le emozioni, le esperienze, gli animi oltre le fredde righe di un indirizzo dell’istituto penitenziario e per favorire rapporti di amicizia e solidarietà tra il mondo di dentro e il mondo di fuori. Sentiti libero/a di scrivere a questi indirizzi per far evadere i pensieri e i racconti delle persone detenute e abbattere l’isolamento in cui il carcere, e la società che ce lo impone, vorrebbero seppellirci tutti e tutte.
“Per un mondo libero,
senza più carceri né carcerieri!”

Francesco Maria Primerano
“Vorrei precisare che quasi tutti i carceri sono uguali o meglio, es. la zucca la puoi cucinare in tanti modi: fritta, al forno, con il sugo, ma resta sempre una zucca. Ho incontrato carceri scuri e carcerieri brutti.”

Lucia d’Andrea
“Per me il mondo fuori è qui dentro. La galera non mi ha cambiata, mi ha rafforzata e, per fortuna, ho una famiglia che mi ama, fa il tifo per me e so che se sono qui è perché ho voluto prendermi cura di loro.”

Bianca Riva
“Ho tanti affetti, tante amiche che con dolcezza e sorellanza mi aiutano a resistere! Resistenza è infatti l’unico modo, secondo me, in cui sia possibile vivere “dentro”.“

Rubina Rovai
“qui non siamo detenuti che stanno espiando una pena ma prigionieri di Stato privati della dignità di esseri umani e se non ti va bene prendi rapporti per dire la verità. Ma se devo essere una pecora sarò sempre quella nera!”

Alessandro Chiarelli
“Me da piccolo mi ricordo i viaggi per stare in Calabria con nonni e parenti, i sogni che sapevano di amore e successo; come quei percorsi, quelle avventure che captano l’esistenza e ti mettono a dura prova e in un attimo sei un uomo che agisce, resiste e conquista.”

Pasquale De Feo
“Il carcere rimarrà sempre dentro di me, purtroppo ci sono cresciuto, non potrei mai dimenticare, porterò tutto nella tomba. E’ umano, in qualsiasi luogo si è stati rinchiusi, non si potrà mai dimenticare.”

Antonio Cianciola
“Del carcere nessuno riesce a scrollarsi quell’odore di sofferenza, ma sono e resterò guerriero e aver scelto di essere malavitoso con il sorriso che mai nessuno riuscirà a togliermi.”

Luigi Calogero Bertolani
“Di fatto i nostri corpi “appartengono” allo Stato e noi, anche dentro la cella siamo “sotto perquisizione” quando vogliono. Questo è un luogo dello Stato, la cella è considerata “un luogo pubblico”.”

Mauro Rossetti Busa












