
Radio Città Fujiko trasmette da oltre 40 anni sui 103.1 FM, sulla provincia di Bologna. Radio Città Fujiko offre un’informazione puntuale e precisa. La redazione, composta da oltre 120 redattori e speaker, garantisce un punto di vista diverso su quanto avviene a livello globale nella musica e nell’attualità.

Giustizia! Libertà! Tutela!
Non siamo e non vogliamo costruire un sindacato politicizzato, se pur dovendo trattare ogni aspetto afferente al mondo carcere dovendoci interfacciare con l’Istituzione di turno, non ci rispecchiamo in nessuna corrente politica, tanto meno seguiremo tali correnti in dinamiche non afferenti alle carceri.

Convinti che il carcere sia un’istituzione di classe funzionale al mantenimento di un ordine sociale iniquo e oppressivo, lo combattiamo non certo per abbellirlo ma per disfarcene.

Mem.Med – Memoria Mediterranea ETS si occupa di supportare le famiglie e le comunità nella ricerca e identificazione delle persone migranti disperse o decedute nel Mar Mediterraneo attraverso un sostegno legale e psicosociale

Nato nel 2005, si propone come gruppo sociale che, costruendo occasioni di confronto e di dialogo, vuole sostenere le persone maggiormente colpite dal pregiudizio psichiatrico.

A cosa servono le prigioni?
Perché questo modello di società si è dotato di strutture detentive studiate per arginare, contenere, punire e gestire pezzi di popolazione?
Perché nelle galere ci finiscono quasi esclusivamente persone appartenenti alle fasce più povere e marginalizzate?

Il progetto di dare vita ad una radio libera ed indipendente nasce nell’estate del 1992 dall’insieme di varie realtà del movimento torinese: il collettivo universitario FalsoSpettacolo, il collettivo autonomo, alcune individualità anarchiche e qualche cane sciolto

L’inizio: si era nel cuore dei terribili anni ottanta, quando un gruppo di compagni e compagne provenienti dall’esperienza del movimento del 1977 e dalle più recenti lotte studentesche (il movimento del 1985), dalle mobilitazioni antinucleari e dalle prime occupazioni di centri sociali, decise di dotarsi di uno strumento di comunicazione del/per il movimento.

La radio fu fin dal primo giorno una voce molto ascoltata del movimento. Trasmetteva in diretta e senza censure: manifestazioni, scontri di piazza, iniziative di lotta nei quartieri, nei posti di lavoro, nelle scuole e nell’università, dibattiti infuocati.
Il progetto nascosto della radio, il “segreto”di Onda Rossa stava dunque nelle parole e le parole stavano dentro le persone.

Un’informazione di parte, quella parte sociale che vive nelle lotte e nei conflitti metropolitani, che parla di se e sui suoi interessi intende costruire e perseguire obiettivi di cambiamento radicale.
Un’informazione di parte, lontana dalla presunta obiettività del media mainstream, nella ricerca costante e appassionata di una narrazione attestata sul filo delle lotte e un’analisi ‘altra’.

Siamo un’unione di individui che si organizza da anni attraverso un’assemblea per lottare contro il carcere, la detenzione amministrativa, le frontiere, al fianco di chi è rinchiuso dentro un Centro di Permanenza per il Rimpatrio oppure rischia la propria vita per attraversare un confine.

Zic.it è un giornale autogestito, online e multimediale, che grazie all’impegno volontario di una redazione orizzontale e aperta al contributo delle/i lettrici/ori lavora per offrire un’informazione indipendente (e partigiana) attraverso la produzione di notizie e approfondimenti.

Cronache dai bassifondi bolognesi e dintorni.
Cresciamo nei terreni incolti, nelle zone asciutte e sassose, ai bordi dei viottoli.
Le brughiere sono un tipo particolare di associazione vegetale, abitano suoli acidi con scarsa presenza di humus, il loro terreno è ostile allo sfruttamento e inadatto alla domesticazione.

Il temporale della rivolta, l’esperienza storica e l’utopia della rivoluzione sociale, lo sconquasso che fa saltare il mondo dell’autorità e della merce, la libertà e l’uguaglianza sognate, intravviste, vissute.

Autogestione, autorganizzazione, autoproduzioni: decine di progetti; centinaia di iniziative; percorsi di riappropriazione, denuncia e conflitto in città; scambio e cooperazione con una miriade di singoli e realtà collettive; prezioso radicamento in quartiere.















