Violenza in un’altra caserma degli orrori
Il Tribunale di Massa ha condannato in primo grado 22 carabinieri della caserma di Aulla, piccolo comune della Lunigiana, per un’indagine partita nel lontano 2011, quando un cittadino originario del Marocco aveva denunciato maltrattamenti e lesioni subite in quella caserma. Da lì si sono aggiunte nuove denunce e nuove testimonianze che hanno fatto emergere un carattere sistemico e istituzionalizzato degli episodi di violenza da parte dei militari contro persone di origine straniera. Aggravato da metodi mafiosi e frasi razziste confermati dalle intercettazioni. I capi d’imputazione arrivavano fino a 189, tra questi lesioni, falso, abuso d’ufficio, rifiuto di denuncia, possesso abusivo di armi e sequestro di persona. Un testimone ha denunciato i militari anche per violenza sessuale dopo aver subito un’ingiustificata perquisizione nelle parti intime. Stessi reati contestati nel caso sella Caserma Levante di Piacenza, primo comando dei carabinieri sequestrato nella storia d’Italia, solo che in questo caso gli indagati sono tre volte tanto. Pestaggi e abusi erano all’ordine del giorno, casualmente solo contro persone di origine straniera.












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