Il boicottaggio e sabotaggio di persone e aziende che fanno profitti con il mercato dell’orrore può fare la differenza.

La ricerca di informazioni su aziende e persone che traggono profitto da massacri sparsi nel mondo (attualmente sono in corso ben 54 conflitti) ci porta a scoprire una vasta rete di affari che coinvolge una galassia di imprese globali, praticamente tutte, che riguardano i settori produttivi, commerciali, tecnologici e finanziari del nostro pianeta. Accade spesso che, giusto per lavarsi il sangue dalle mani, costituiscano delle fondazioni filantropiche umanitarie distribuite nei territori e impegnate nell’ecologia, nel sociale o nell’educazione. Ma alle grandi major si affiancano una moltitudine di piccoli acquirenti e fornitori che vivono proprio accanto a noi e, consapevoli o no, contribuiscono a questo mercato di morte. Il boicottare e sabotare (o semplicemente invitare le aziende a scegliere canali di approvvigionamento alternativi) può contribuire a ostacolare gli enormi profitti dei produttori di genocidi, deportazioni, devastazioni ambientali, controllo sociale, stragi e corruzione.
Le aziende più esposte alle scelte dei consumatori sono quelle che più repentinamente hanno dovuto modificare i loro investimenti di fronte a campagne di boicottaggio internazionali che ne hanno danneggiato l’immagine. In questi casi il protagonista è il consumatore che reso consapevole può decidere se il prodotto sia meritevole del suo acquisto.
Con Mezzoradaria abbiamo deciso di elencare tutte le aziende che si arricchiscono non solo con le guerre e i massacri che avvelenano il mondo, ma anche con il controllo sociale, il razzismo istituzionalizzato, la carcerizzazione delle nostre vite, la distruzione dell’ambiente, insomma, tutte quelle realtà che rendono odioso il presente in cui viviamo.























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