
I detenuti vivono in una dimensione atemporale e sospesa, dove ogni momento è scandito dall’incessante attesa di colloqui, telefonate e, soprattutto, della fine della pena. La lettura, pur essendo un potenziale diversivo dalla piatta monotonia carceraria, è spesso ostacolata dalla mancanza di spazi adeguati. Il regime speciale del 41 bis intensifica l’isolamento dal mondo esterno e rende di fatto impossibile l’accesso alle attività trattamentali come il Circolo di lettura.












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