Sull’indagine e relativi arresti del 16 giugno

Sull’indagine e relativi arresti del 16 giugno

…riceviamo, condividiamo e pubblichiamo:

…e sono tante, troppe, le mattine così, per tanti, troppi, individui che vengono gettati nel tritacarne del macabro e viscido teatro che lor signori chiamano Giustizia. Un’ennesima mattina di sveglia con le guardie alla porta, con le loro pettorine da fiction TV, con le pistole alla cintola, i guantini, il puzzo di dopobarba e le facce di chi sta facendo bene il proprio sordido mestiere: applicare la legge. Non sempre finisce con gli arresti, stavolta sì, e con uno spazio storico sgomberato, spazio che per tantx di noi era casa, per altrx punto di riferimento, scoglio anomalo nel mare di cemento e aperitivi della capitale: il Benci odia ancora!
I fatti, per ora, per quello che ci è dato sapere (visto che le indagini sono tutt’ora in corso) sono più o meno già ampiamente circolati sia in ambienti di movimento, sia nel web-mondo, perciò ci siamo chiestx cosa potevamo dire che ne valesse davvero la pena, in un momento del genere, un momento in cui nove sorelle e fratelli sono tra le grinfie dello stato, al caldo di queste sbarre infami?! (e se ci siamo attardatx tanto per esprimerci pubblicamente, sappiamo che capirete: sono state ore febbrili, di mille cose da pensare e da fare!)
Se le parole hanno un senso in momenti come questo – secondo noi – è di cercare di accostarsi alla pancia e al cuore, cercare di tradurre il magma di sensazioni che proviamo e che tutte non possono esprimersi a gesti: rabbia, rabbia, rabbia, fatica, stanchezza, amaro, impotenza, incredulità, ancora rabbia. Ma, dall’altro lato della barricata interiore dei nostri spiriti inquieti, anche contentezza nel vedere la forza che riusciamo ad esprimere nella solidarietà e la tenacia e la voglia di resistere un secondo in più degli oppressori che mirano a rubarci/intristirci la vita e l’orgoglio di avere compagnx così fortx e dolci allo stesso tempo, così splendidamente imperfettx e incamminatx, a testa alta, verso
il nostro sogno comune: la libertà.
Questa è la parte migliore di noi e quando riusciamo a farla emergere, già tocchiamo con mano un po’ del mondo che vorremmo, e la repressione – ragion di Stato assassina e vigliacca – ha se non altro questo merito, che ci spinge a tirarla fuori.

Dopo la convalida degli arresti di Toni e Pietro, dopo che anche a Giulia e Luna sono state applicate le misure cautelari (domiciliari con braccialetto elettronico) mentre aspettiamo di sapere dove spediranno tuttx lx nostrx compagnx, che dalle carceri attuali saranno trasferitx nelle sezioni di Alta Sicurezza, come compagnx della Cassa Antirepressione Capitano ACAB vogliamo mandare i nostri abbracci di cuore a tuttx lx arrestatx, perquisitx, inquisitx per questa ennesima operazione del 16 giugno e ci impegniamo a seguire tuttx lx compagnx prigionierx a partire dal nostro compagno, amico, fratello, Pietro, arrestato (come Toni) in ossequio alla logica che vuole che dopo che ste carogne promulgano una nuova legge, qualcunx debba cadervi preda (parliamo qui del 270quinques terzo) per far sorridere di soddisfazione gli aguzzini in giacca e cravatta. Ci pare interessante e importante far circolare il nome degli opuscoli che sono valsi la galera per Pietro,
visto che hanno giustificato il suo arresto, si chiamano “Taglio e Cucito”, “L’informatore anarchico” e “Stop that train”.

In queste ore roventi (in tutti i sensi!!) ci stiamo dicendo di procedere per passaggi: al momento, in attesa del Riesame che ci auguriamo dissolva o per lo meno ridimensioni il fumoso/fuffoso impianto accusatorio, è seguire lx compagnx nei trasferimenti; è stare vicino agli affetti dellx arrestatx e inquisitx; racimolare soldi per le molte spese che verranno; farci forza l’un l’altrx, coltivando un sano odio sempre col sorriso, che non ci consumi dentro ma che sappia esondare in faccia ai nostri nemici.
Come sempre diciamo e scriviamo, la miglior solidarietà è proseguir nelle lotte dex compagnx colpitx dalla repressione, e questo vogliamo tenerlo a mente.

Non si tratta di mitizzazione, di martirio per l’ideale, di eroismo o cose del genere, ma di una precisa scelta di campo che lx nostrx compagnx, e noi con loro, abbiamo fatto, da tempo: scegliere il lato scomodo del mondo, per trovare un punto d’appoggio dove far leva, e mandare questo putrido sistema sociale ed economico gambe all’aria. Scegliere il sogno, l’amore, il conflitto, la solidarietà, l’immischiarsi, il fare la propria parte.
Scegliere, ogni giorno, di non voler essere complici dell’abominio capitalista-statale-patriarcale, ma sabotatorx della normalità, con il fiato sempre corto e il cuore che va a mille. Scegliere di essere vivx, per l’anarchia.

Micol, Ste, Nico, Pietro, Toni, Luna, Giu, Arnau, Bibbi liberx!
Tuttx Liberx!
Con Sara e Sandro nel cuore.

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