Forlì: presidio al carcere per ricordare la Strage del Sant’Anna del 2020

Forlì: presidio al carcere per ricordare la Strage del Sant’Anna del 2020

L’8 marzo 2020 lo Stato italiano ha inaugurato l’esperimento sociale securitario della pandemia con la strage più sanguinosa nelle carceri di tutta la storia repubblicana: 14 morti, subito etichettati come tossici e subito dimenticati. Il 30 marzo 2026 ci sarà l’esito del ricorso fatto dai familiari delle vittime del carcere Sant’Anna di Modena, dove ne hanno ammazzati 8, contro l’archiviazione del caso. Al di là di risvolti giuridici – perché per noi chi spedisce la gente in galera e poi prova a darsi un tono democraticamente accettabile con la farsa della “giustizia” è comunque complice di oppressione e di morte – ci pare fondamentale non lasciare che la strage del Sant’Anna (così come le botte, le torture, le sevizie in tanti carceri lungo tutto il Bel Paese ogni giorno) non venga dimenticata, né perdonata. Inoltre, ci pare importante tornare a parlare di galera e parlarne con chi se la vive, da reclusx ma non solo, perché lo Stato italiano continua ad armarsi di strumenti legali per sbattere sempre più gente in galera (pacchetti sicurezza, decreti Cutro e Caivano etc.) in previsione di anni di incandescenza sociale, visti il presente di miseria e tristezza in cui ci troviamo e il futuro di fame, guerra e catene sempre più vicini. Il carcere è l’espressione massima di una società ingiusta, che prima ti condanna ad essere un emarginatx, unx stranx, unx poverx, unx sconfittx, un alinex, un delinquentx, un terrorista e poi ti condanna a startene in gabbia, per non disturbare il banchetto del libero mercato, del patriarcato, della democrazia con il manganello che pattuglia le strade.
Il carcere è un buco nero nella nostra società, e così lo vogliono i governanti: luoghi che devono incutere timore, eterno ricatto per chi sogna di evadere dagli schemi, chi vuole infrangere la pace sociale fondata sulla diseguaglianza strutturale; al suo interno marciscono individui che ci dipingono come mostri, quando chi bombarda e stermina e se la ride pure in mondovisione, fa il presidente o il ministro.
Il 4 Maggio ci sarà inoltre il rinnovo o il rifiuto del regime di detenzione 41bis per il compagno anarchico Alfredo Cospito che il potere vuole utilizzare come monito per tuttx lx compagnx che non si rassegnano: murare vivo lui, primo anarchico nella storia d’Italia in questo regime carcerario infernale, per terrorizzarci tuttx. La lotta di Alfredo, con quasi 6 mesi di sciopero della fame, ha fatto scoprire al mondo intero l’infamia del 41bis e le strade, in quei lunghissimi mesi, si sono incendiate, di giorno e di notte, di rabbia e di solidarietà.
Oggi lo Stato si vendica e condanna compagnx solidali che si sono battutx in quei giorni febbrili, con pesantissime richieste di anni di
galera (chiesti, per esempio, fino a 12 anni, a Torino, nell’operazione City).
Scendiamo in strada anche per lui e per tuttx lx compagnx prigionierx nel mondo, nostrx fratelli e sorelle, colpevoli del più bel delitto mai
sognato e mai commesso, la libertà!

Fino a che di ogni galera non resteranno che macerie!!

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