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Vittime perfette

Chi può descrivere l’orrore in Palestina e tratteggiarne un contesto veritiero, senza ipocrisia, durante un massacro trasmesso in diretta mondiale? Di chi la voce che possa rappresentare persone in lotta per la propria liberazione e non solo vittime perfette a uso e consumo dei media internazionali?

Bambini cancellati. Storie di bambini che hanno conosciuto il carcere.

Le lettere dal carcere di un giovanissimo calciatore partito per l’Italia, pieno di speranze, progetti, una certa idea di Europa. Il romanzo di uno scandalo umano e giudiziario attraverso lo sguardo sbigottito di un ragazzo che non ha mai smesso di sognare.

Pinelli è inquieto mentre nel gelo di dicembre sobbalza sull’acciottolato delle strade di Milano in sella al suo Benelli rosso. L’anno magico della Luna e della rinascita libertaria si sta chiudendo male.

Se è lo sguardo onnipervasivo dello Stato a essere il tratto distintivo del modello carcerario occidentale, esistono nel Sud del mondo sperimentazioni che deviano quello sguardo trasformando il carcere in un luogo autogovernato dove sono gli stessi detenuti a darsi le regole.

La ricerca della libertà di un reduce dal carcere. Corpi chiusi, murati, ridotti a numeri: L’amore in gabbia non è un memoir di redenzione.

Il carcere visto attraverso il tatuaggio. Scrivere sulla propria pelle è una pratica che risale a migliaia di anni fa.

Misure di sicurezza e case lavoro. In Italia, quasi trecento persone si trovano recluse, per un tempo indeterminato dopo l’espiazione della propria pena, in una delle nove strutture penitenziarie adibite a casa di lavoro o colonia agricola.

«Abolire la Polizia significa costruire un mondo nuovo».

«Dopo una vita trascorsa a interrogarmi, personalmente e professionalmente, su come il mondo abbia potuto permettere catastrofi come l’Olocausto, ho trovato la risposta tra le macerie nella mia terra martoriata, a migliaia di chilometri di distanza dai campi di sterminio europei».

Cosa è accaduto dentro il carcere di San Sebastiano a Sassari il 3 aprile del 2000? Perché, in un luogo dove l’aria è immobile da anni, qualcosa improvvisa­mente si agita fino a diventare protesta, ri­chiesta di aiuto, disperata ricerca di una soluzione che non arriva? E cosa racconta­no quelle macchie di sangue rappreso nel­la “rotonda”, nella sala colloqui, nelle cel­le e nei corridoi? E quei silenzi provenien­ti dalle stanze del potere?

Cristina Pinto, nata il 21 luglio 1969 a Masseria Grande, nel comune di Pianura, è cresciuta in un’area che dagli anni ’80 è diventata un fulcro del narcotraffico sotto il dominio della camorra.

Leggendo queste pagine si scopre una cosa ovvia, eppure rimossa: anche chi è recluso ha qualcuno fuori che lo ricorda, qualcuno che gli voleva bene, qualcuno a cui è stato strappato un pezzo di mondo e che ora non è più lo stesso.

«Eppure, presto avrebbe capito che la vita va avanti perché è più forte della Storia. La vita si adatta alla Storia come i corsi d’acqua si adattano ai diversi ambienti che devono percorrere. È un fiume che, non importa dove e come, deve scorrere.»

«Scabre e dense, ricche di umanità rappresa, di energia sepolta sotto la rassegnazione, pronta a esplodere in una diversa direzione, in un sorriso sghembo, in un guizzo di comicità che rivela e libera».

Bisogna avere forza per tentare e ritentare il game, il passaggio di confine, dopo percorsi di vita, respingimenti, torture, abbandoni, approdi. Bisogna avere fortuna per vincerlo quel “gioco”, perché la “nostra” non è terra per migranti.

Version 1.0.0

In Italia sono circa una ventina i bambini innocenti detenuti con le loro mamme. Ma fosse anche uno soltanto, costretto a conoscere il mondo e a trascorrere la sua infanzia dietro le sbarre, quella che stiamo per raccontarvi sarebbe comunque una battaglia di civiltà.

Autoritratti è un progetto di arte partecipativa che chiama in causa inconscio e letteratura.

Version 1.0.0

Brancaccio è un quartiere a nord di Palermo. Il feudo dei fratelli Graviano, le strade di Don Pino Puglisi. La ferocia della mafia e la grazia del martirio. Un luogo di frontiera, i cui abitanti spesso sono costretti a crescere prima del resto del mondo, a indurirsi di fronte alla vita.

ragazzi sospesi sono minori stranieri soli. Sospesi tra due mondi e due culture, sono giovani stranieri il cui status giuridico è duplice e contraddittorio.

«Nostra patria è il mondo intero» non è solo il verso di una notissima canzone anarchica ma è anche l’icastica affermazione di quell’ideale cosmopolita che permea tutta la storia del movimento anarchico italiano.

Un uomo nella ‘ndrangheta, in carcere e verso una nuova vita

La camorra spiegata agli scugnizzi non è un saggio, un volume sulla storia della camorra, è un viaggio dentro le ferite che questa piovra provoca.
A parlare sono i ragazzi detenuti, a raccontare sono giovani scottati dall’oro che non luccica.

Carcere di Tempio, 1898.
Giovanni Antonio Oggiano è recluso per un crimine che non ha commesso. I meccanismi della giustizia sono lenti, la paura di non poter riacquistare la libertà fa sì che decida di mettere su carta la storia della propria vita.

In un mondo in cui chi sbaglia non paga mai, soprattutto i “potenti”, Andrea è stufo di aspettare, sa che le cose non cambieranno, che le manifestazioni, i presidi, i collettivi, l’attivismo, tutto è inutile.

«Ho provato a camminare lungo alcuni dei molti sentieri che tagliano, noncuranti, le frontiere terrestri dell’Italia. L’ho fatto in senso orario, inseguendo i numeri dell’orologio alpino da ponente a levante, come fanno le sue lancette.»

“Oltre” raccoglie un anno di lavoro delle detenute della sezione femminile della Casa Circondariale “Ettore Scalas” di Cagliari-Uta.

“Il carcere è come la giungla amazzonica, come un paese in guerra, un’isola remota, un luogo estremo dove la sopravvivenza è la priorità e i sentimenti primari sono nitidi”

Il mondo va ripensato anche dalle donne, e non solo per ciò che le riguarda: infatti non c’è niente che, riguardando le donne, non riguardi anche gli uomini.

Dovendosi confrontare con la presenza di persone migranti irregolarizzate in un contesto di indeportabilità, la polizia è stretta nel paradosso di dover applicare una legge impossibile da far rispettare.

Le carceri italiane, come quelle di ogni Paese, sono lastricate di odio e violenza, dentro un elenco infinito di vittime

Quali sono i pensieri delle donne detenute nella sezione femminile del carcere di Rebibbia

L’ascolto smarrito. Laboratori di scrittura presso dieci istituti penali per i minorenni in Italia

Fuggendo dall’Afghanistan, Alì e suo fratello avevano un sogno: arrivare in Italia. Ma quando finalmente il tredicenne Alì lo corona, scopre che le sfide non sono affatto finite.

Una storia vera, che ci ricorda come su tutto vinca la solidità degli affetti, la persistenza della nostalgia e del desiderio, capace di superare le distanze.

Hanno sfidato il deserto e il mare in cerca di un nuovo inizio. All’orizzonte c’è la speranza di una vita normale, libera dal peso di essere nati nel posto sbagliato, al momento sbagliato.

Lasciare i propri figli nei Paesi d’origine e vivere per anni nel dolore dell’assenza è il destino di molte braccianti rumene e bulgare.

“La prima volta percepisco distintamente la porta che si chiude alle mie spalle. L’edificio è effettivamente molto brutto, ma mi appare subito accogliente. Non c’è neanche il metal detector”

Boza! è un’espressione che ricorre spesso lungo le rotte migranti. È un grido di vittoria – quando riesci a bruciare la frontiera e arrivare dall’altro lato – ma è al contempo un’esortazione ad agire, ad andare oltre nonostante i fallimenti.

E’ così che affonda Utopia, piroscafo della Compagnia di navigazione inglese Anchor Line, la sera del 17 marzo 1891. Trasportava emigranti dalle regioni del mezzogiorno a New York.

C’è un grido che si leva dalle bocche degli stranieri in Italia: Fuggire! 

Il carcere è, per sua stessa natura, un luogo di separazione, che per ogni detenuto segna una netta censura tra la vita prima di varcare le sue porte e quella che si svolge al suo interno.

Informazioni utili sui luoghi di reclusione italiani, con indirizzi ed elenchi completi.

Lettere di amiche e amici in carcere per favorire rapporti di amicizia e solidarietà e per conoscere il mondo oltre quei muri raccontato da chi lo vive tutti i giorni.

Chi si arricchisce dietro massacri, controllo sociale, distruzione dell’ambiente, sfruttamento e carcerizzazione delle nostre esistenze? Chi rende odioso il presente in cui viviamo?

Reportage su carcere, immigrazione, ambiente, sfruttamento, società, giustizia,……

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