Poesie detenute: “21 di marzo. Un si po nchiuiri a primavera”

“Sono ventuno le poesie di Luigi Spera raccolte in questa edizione, ventuno come la data del suo arresto, il giorno che ha dato avvio alla sua detenzione, prima nel carcere Pagliarelli di Palermo e poi, per un totale di nove lunghi mesi, nel carcere San Michele di Alessandria. […] Le liriche di Luigi, intimamente legate al suo percorso umano e politico nascono […] per sottrarsi alla costrizione in cui il potere ha relegato il suo corpo. Sono poesie che hanno in sé un valore altissimo, sono atti di liberazione dalla reclusione, sono fughe dalle carceri e dai carcerieri, ragionamenti sul mondo, sulla storia e sugli affetti che spingono lo spirito in alto tirandolo fuori dalle mura di un carcere.”
Il gradimento durante un genocidio: un nuovo libro “Vittime perfette”

Chi può descrivere l’orrore in Palestina e tratteggiarne un contesto veritiero, senza ipocrisia, durante un massacro trasmesso in diretta mondiale? Di chi la voce che possa rappresentare persone in lotta per la propria liberazione e non solo vittime perfette a uso e consumo dei media internazionali?
“Perché ero ragazzo”: nuovo libro su giustizia e migrazioni.

Le lettere dal carcere di un giovanissimo calciatore partito per l’Italia, pieno di speranze, progetti, una certa idea di Europa. Il romanzo di uno scandalo umano e giudiziario attraverso lo sguardo sbigottito di un ragazzo che non ha mai smesso di sognare.
Carcere come ghetto urbano in un nuovo libro: “Prison lives matter”

Se è lo sguardo onnipervasivo dello Stato a essere il tratto distintivo del modello carcerario occidentale, esistono nel Sud del mondo sperimentazioni che deviano quello sguardo trasformando il carcere in un luogo autogovernato dove sono gli stessi detenuti a darsi le regole.
“Genocidio”: il nuovo libro di Rula Jebreal

«Dopo una vita trascorsa a interrogarmi, personalmente e professionalmente, su come il mondo abbia potuto permettere catastrofi come l’Olocausto, ho trovato la risposta tra le macerie nella mia terra martoriata, a migliaia di chilometri di distanza dai campi di sterminio europei».
La “mattanza” in carcere raccontata in un nuovo libro: “Aria mossa”

Cosa è accaduto dentro il carcere di San Sebastiano a Sassari il 3 aprile del 2000? Perché, in un luogo dove l’aria è immobile da anni, qualcosa improvvisamente si agita fino a diventare protesta, richiesta di aiuto, disperata ricerca di una soluzione che non arriva? E cosa raccontano quelle macchie di sangue rappreso nella “rotonda”, nella sala colloqui, nelle celle e nei corridoi? E quei silenzi provenienti dalle stanze del potere?
Nuovo libro sulla pena di morte in Italia: “Morire di pena”

Leggendo queste pagine si scopre una cosa ovvia, eppure rimossa: anche chi è recluso ha qualcuno fuori che lo ricorda, qualcuno che gli voleva bene, qualcuno a cui è stato strappato un pezzo di mondo e che ora non è più lo stesso.
Un nuovo romanzo sullo scenario palestinese: “Il ragazzo con la kefiah arancione”

«Eppure, presto avrebbe capito che la vita va avanti perché è più forte della Storia. La vita si adatta alla Storia come i corsi d’acqua si adattano ai diversi ambienti che devono percorrere. È un fiume che, non importa dove e come, deve scorrere.»
Parole e disegni in un nuovo libro: “Lontano dalla vita degli altri”

«Scabre e dense, ricche di umanità rappresa, di energia sepolta sotto la rassegnazione, pronta a esplodere in una diversa direzione, in un sorriso sghembo, in un guizzo di comicità che rivela e libera».
Libri e frontiere: “In mezzo c’è the border. Storie al confine”

Bisogna avere forza per tentare e ritentare il game, il passaggio di confine, dopo percorsi di vita, respingimenti, torture, abbandoni, approdi. Bisogna avere fortuna per vincerlo quel “gioco”, perché la “nostra” non è terra per migranti.
Libro sull’infanzia dietro le sbarre: “Senza colpe”

In Italia sono circa una ventina i bambini innocenti detenuti con le loro mamme. Ma fosse anche uno soltanto, costretto a conoscere il mondo e a trascorrere la sua infanzia dietro le sbarre, quella che stiamo per raccontarvi sarebbe comunque una battaglia di civiltà.
Libri e periferie: “Brancaccio. Le viscere di Palermo”

Brancaccio è un quartiere a nord di Palermo. Il feudo dei fratelli Graviano, le strade di Don Pino Puglisi. La ferocia della mafia e la grazia del martirio. Un luogo di frontiera, i cui abitanti spesso sono costretti a crescere prima del resto del mondo, a indurirsi di fronte alla vita.
Un libro dal carcere minorile di Nisida: “La camorra spiegata agli scugnizzi”

La camorra spiegata agli scugnizzi non è un saggio, un volume sulla storia della camorra, è un viaggio dentro le ferite che questa piovra provoca.
A parlare sono i ragazzi detenuti, a raccontare sono giovani scottati dall’oro che non luccica.
Libri col carcere dentro: “Un innocente assassino”

Carcere di Tempio, 1898.
Giovanni Antonio Oggiano è recluso per un crimine che non ha commesso. I meccanismi della giustizia sono lenti, la paura di non poter riacquistare la libertà fa sì che decida di mettere su carta la storia della propria vita.









































